Perché ad un certo punto, incontrerai delle persone che ti insegneranno le cose che veramente contano nella tua Vita!
È una classica mattina cubana a Trinidad, un piccolo paesino colorato a 3h dall’Habana.

La sveglia suona prestissimo grazie a quei due galli che, puntualmente alle 06.00, passeggiano allegramente sotto la finestra della mia stanza. Dopo la dolce colazione di Lindsey, l’adorabile padrona della mia casa particular, sono pronta per uscire e scattare qualche foto in assenza di turisti.

Per fortuna non sono l’unica zombie per strada, i cubani sono mattinieri, ridono e scherzano come se fosse mezzogiorno, anche i bambini sono già attivi, perfino gli anziani, seduti all’ombra ad osservare il via vai di persone. Ogni giorno, passeggiando tra le stradine, noto qualche “negozietto” nuovo di zecca, basta un cartoncino con la scritta “BAKERY” per trasformare un semplice portone di casa in un vero e proprio forno.

So bene che quella scritta “homemade” non preannuncia nulla di lussuoso, ma sono curiosa e voglio entrare a guardare.

Non mi aspettavo la tipica bakery americana, ma forse avrei dovuto lavorare di più sulla mia immaginazione. Il profumo è quello di dolci appena sfornati, peccato che sono appoggiati a terra e pieni di mosche svolazzanti. Non ho il coraggio di uscire senza comprare nulla, ci sono tre signore sorridenti pronte a servirmi, felici e soddisfatte, come se fossi la prima cliente della loro vita.

Por favor, quiero llevar uno de esto, uno de esto…” sì forse ho esagerato, bastavano un paio di dolci invece di svuotare metà negozio.

Non sarà un’impresa facile camminare con questo pezzo di cartone che funge da vassoio, ma ecco che noto da lontano due anime belle che mi guardano, una nonnina super chic piena accessori e fiori colorati e sua nipote.

Sono stata io che ho guardato a loro? O sono state loro a guardare me? Non lo so, è stata un’attrazione fatale.
Senza dirmi nemmeno grazie, si sono girate di spalle e hanno iniziato a mangiare, così velocemente da percepire la loro fame.

Ecco che arriva la nipotina a ringraziarmi, si chiama Angelina e ha 12 anni. Siamo entrambe imbarazzate, ci guardiamo, sorridiamo e nessuna delle due ha il coraggio di fare altre domande. È incuriosita dalla mia macchina fotografica, e dopo avere smanettato qualche minuto con le freccette, iniziamo a conversare.

La conversazione è ampia, spazia su vari argomenti, dalle nostre famiglie, alla mia voglia di viaggiare, al perché ho deciso di visitare Cuba, quante ore dista da casa mia, quante sorelle ho ed ecco che la conversazione si trasforma in un vero e proprio interrogatorio, la sua curiosità è quasi paragonabile alla mia.

È ora di andare, resterei tutto il giorno a parlare con lei ma non posso, ma prima di salutarla voglio chiederle una cosa.

“ Angelina e tu cosa vorresti fare da grande? Che sogno hai? “
“ …Io sono nata qui, in un paese che non mi da la possibilità di sognare, quindi non lo so, non ho sogni “

Una risposta chiara e decisa, che ha cambiato la mia giornata e la mia vita. Fino ad ora non avevo mai riflettuto su questa cosa, forse troppo scontata per molti, ma che da oggi, sicuramente valorizzerò.

Che vita sarebbe senza sogni né desideri?
Grazie Angelina!