28.01.2020
” Aeroporto di Roma Fiumicino. T3 partenze. Dov’è il mio volo? Ah… eccolo lì! È arrivato il momento fatidico, le raccomandazioni di mamma e nonna rimbombano nel cervello ” appena entri in aeroporto ricorda di mettere la mascherina”. Oddio che vergogna, nessuno la indossa. Caspita che fastidio questi elastici sulle orecchie.
Accidenti però, potrò dormire con la bocca aperta in aereo e nessuno mi vedrà! Non ci posso credere! Finalmente non dovrò tenere a bada la mia mandibola. Lo sapevo, c’è sempre qualcosa di positivo. Sempre! “

Riflessioni ai tempi del Covid-19

Isola di Bantayan 1.02.2020 | © Marialaura De Rosa

30.03.2020
Riflessioni ai tempi del Covid-19
Diario di una Quarantena inaspettata

Sono trascorsi esattamente 59 giorni da questo tramonto, se chiudo gli occhi sento ancora la brezza del mare, il cuore leggero, felice per l’inizio di una nuova avventura da vivere. Eppure mi sembra di averlo vissuto 10 anni fa.

Non avrei mai potuto immaginare tutto questo. Non avrei mai potuto prevedere un uragano di questa portata, proprio come quando ascolti quelle storie, così strane, così assurde, da pensare che non ti possano mai colpire in prima persona.

Oggi invece mi ritrovo a fare i conti con la realtà, il mondo intero è paralizzato, la paura dilaga, tutti chiudono le porte a tutti, cala il sipario sull’universo che conoscevamo. Il tempo corre, la vita ci sfugge come sabbia tra le dita, addio alle nostre abitudini, ai nostri gesti quotidiani, alla nostra libertà, ai nostri sogni… dobbiamo fermare il nostro corpo e la nostra mente.

Un boccone davvero amaro da mandar giù, dover frenare bruscamente la propria vita, ritrovarsi soli tra le quattro mura di una stanza a riflettere, a cercare di dare un senso… sì perché un senso a tutto questo ci dovrà pur essere.

Erano anni che non assaporavo il mio tempo libero, che non mi svegliavo il lunedì mattina con la voglia di fare qualcosa e non averne la possibilità. Da quanto tempo non restavo affacciata alla finestra, incuriosita dalla fioritura degli alberi, millemila fiorellini colorati che desidererei tanto annusare, ma che per adesso posso solo osservare da lontano. Sarà questa la famosa ” importanza delle piccole cose”… aver voglia di sentire un profumo, ed essere costretti ad immaginarlo.

Da quanti anni non lasciavo un buco disponibile in agenda per stare a casa con la mia famiglia, sì perché la famiglia è quella cosa che rimandi sempre, c’è sempre tempo per vedersi, stare insieme, per ridere, giocare. E poi quando finalmente arriva il momento di rivedersi, arriva il covid-19, il virus travestito da mostro, che ti costringe ad accontentarti di un sorriso tramite videochiamata. La colpa è solo mia, ne ho avute di occasioni per restare dov’ero e ora che vorrei?… Non posso!
” Ben ti sta ” come quando cadi da piccola, e nonostante il dolore devi sopportare anche la ramanzina di mamma.

I tramonti da casa durante il Covid-19

Geisler al tramonto | © Marialaura De Rosa

Quante volte ho preferito andare, quante volte non mi sono fermata, quante volte non ho apprezzato, quante volte non mi sono accontentata, volevo sempre più tempo, quasi come se la vita fosse solo una gara a chi raggiunge prima il traguardo.

Cosa poteva fermarmi? Chi poteva rallentarmi? Solo lui! Quello che da tutti viene descritto come un mostro spietato! Solo lui poteva costringermi a fare una brusca inversione a U, per guardare indietro e vedere quello che ho lasciato, quei piccoli dettagli invisibili quando corri a 300km/h… ma che sei capace di notare appena di fermi.

” Ti prego fermati, vivi la tua vita, dedicati il tuo tempo, io presto andrò via, questo periodo sarà solo un triste ricordo. Ma TI PREGO conserva e porta con te i miei insegnamenti. Questa è la tua seconda e ultima chance per riappropriarti della tua vita. Ascolta la saggezza delle tue paure, non vogliono distruggerti, al contrario… vogliono insegnarti qualcosa. Ti ho osservato attentamente, troppe volte ti ho vista indifferente osservando la natura. Ti prego riappropriati del vero Te, ritorna alla tua essenza, alle tue origini… al tuo esordio iniziale. Non perdere mai lo stupore, non dare mai per scontato nulla, anche se ti sembra niente, in realtà conserva l’essenza di questa vita, di questo pianeta. Guardami da un’altra prospettiva, io non sono il male… sono la cura. 
Spero con tutto il cuore che tu non risalga a bordo di quel treno ad alta velocità, spero che tu non venga nuovamente travolta dall’era frenetica, disattenta e tritatutto.
Con affetto
Covid “

Se questo virus fosse una persona, se solo fosse in grado di parlare, immagino mi direbbe queste parole. Questa reclusione forzata, seppure inaspettata, è una preziosa opportunità per riappropriamoci della nostra vita. L’ultima chance per riportarla sul binario giusto.