L’enrosadira, le montagne che si incendiano all’alba e al tramonto!

Chi l’avrebbe mai detto che le Dolomiti avrebbero conquistato un posto speciale nel mio cuore, un intreccio meticoloso e armonioso di altipiani, pinnacoli, torri e balze, in grado di imbabolarti per ore con il naso all’insù, alla ricerca di dettagli, particolari e forse anche di spiegazioni, sì… perché una spiegazione a tutta questa bellezza ci sarà!

Le emozioni vengono ulteriormente amplificate all’alba e al tramonto, quando si manifesta un fenomeno naturale peculiare di queste montagne, l’enrosadira, un fascio di luce calda che fugacemente abbraccia queste vette, tingendole di rosa. Chiudo gli occhi, li riapro e il colore è sempre più intenso, è arancione, poi rosso. Wow… quanta meraviglia!

L' Enrosadira sulle Dolomiti

L’ Enrosadira sul Sassolungo – Giugno 2019

L'enrosadira sulle Dolomiti italiane

L’ Enrosadira sul Sassolungo – Settembre 2019

Questo fenomeno è visibile tutto l’anno, anche se si evidenzia in maniera diversa, in base al periodo, alla posizione del sole e le condizioni climatiche, che come dire… qui sono sempre un pò ballerine.

Perché l’enrosadira si manifesta solo sulle Dolomiti?
Questo fenomeno si evidenzia grazie alla specifica composizione della roccia, della dolomia, un tipo di pietra costituita principalmente dal minerale dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio. È proprio questa combinazione a reagire in modo spettacolare ai cambiamenti della luce, trasformando magicamente queste montagne, algide e pallide di giorno, calde e colorate all’alba e al tramonto.

Il Sassolungo sulle Dolomiti è quasi bianco di giorno

Sassolungo di giorno

È veramente una sensazione strana trovarsi di fronte a questi giganti di pietra, mi sento piccola come Pollicino, soprattutto quando penso che circa 250 milioni di anni fa qui c’era il mare, sì le Dolomiti erano formazioni coralline, spinte verso l’alto fino a oltre 3000 metri sopra il livello del mare, in seguito allo scontro tra la placca europea e quell’africana.

A rendere ancora più interessante l’enrosadira è la leggenda di Re Laurino, sovrano dei nani che un tempo abitavano questa valle, proprietario di un meraviglioso giardino di rose, il Rosengarten, e perdutamente innamorato della principessa Similde. Il Re dell’Adige però, diede in sposa la bella fanciulla a Hartwig e per celebrare la notizia organizzò una festa, invitando tutti i nobili del regno, tranne Re Laurino, che decise di autoinvitarsi nascosto dalla cappa dell’invisibilità per portare con sé Similde nel roseto. Felice e convinto di non essere visto, si mise a saltellare tra le sue rose, permettendo così al promesso sposo di individuarlo e di imprigionarlo. Lui dalla rabbia, per essere stato tradito proprio dal suo amato giardino, lanciò una maledizione ” né di giorno, né di notte alcun occhio umano potrà ammirarti “. Il Re però dimenticò di menzionare l’alba e il crepuscolo, e così da allora sia al sorgere del sole che al tramonto, le rose riappaiono colorando le montagne di rosa.

E così, proprio come accade nelle migliori storie d’amore, resto in silenzio, chiudo gli occhi e mi abbandono dinanzi a questa bellezza.

Dove ammirare questo fenomeno?
Io sono partita proprio dal roseto di Re Laurino, il gruppo montuoso del Catinaccio, per poi proseguire verso lo Sciliar, l’Alpe di Siusi con il Sassolungo e il Sasso Piatto, le Tre Cime di Lavaredo fino al Gruppo del Sella, il cuore pulsante delle Dolomiti.

Enrosadira sulle Dolomiti sul Gruppo del Sella

L’ Enrosadira sul Gruppo del Sella

L’ Enrosadira sullo Sciliar da Fiè

Le Dolomiti sono un vero e proprio museo a cielo aperto, mi hanno regalato immagini ed emozioni che andavano oltre i confini della mia immaginazione.

Ora mi risiedo qui, sul fondale di un mare dimenticato, nell’attesa di un altro magico tramonto.